
TURISMO LENTO
Il Cammino di San Martino
Un sentiero che unisce la Carnia all’Europa
Il 28 febbraio, a Ovaro, si è tenuto un importante convegno dedicato al lancio del Cammino di San Martino in Carnia nella rete europea dei percorsi di pellegrinaggio. L’incontro, intitolato “Il Cammino di San Martino in Carnia – Un sentiero di comunità verso la rete europea”.
Il convegno è stato un importante momento di confronto sul turismo lento e sullo sviluppo del territorio.
Sono intervenuti amministratori, studiosi ed esperti italiani e stranieri. È stato messo in evidenza il valore storico, culturale e turistico del Cammino come opportunità di crescita per la Carnia. Si è quindi passati alla parte operativa, con tavoli di lavoro per progettare concretamente il futuro del percorso: infrastrutture, coinvolgimento delle attività locali e strategie di comunicazione per far conoscere il Cammino anche a livello internazionale.
L’iniziativa, sostenuta dalla Regione e dalla Comunità di Montagna della Carnia, punta a inserire la Carnia nei grandi circuiti europei dei pellegrinaggi, valorizzando il territorio e rafforzando il senso di comunità.
https://www.studionord.news/a-ovaro-un-convegno-per-lanciare-il-cammino-di-san-martino-in-carnia-nella-rete-europea/

ALPE ADRIA
Turismo lento e sostenibile
Un ponte tra Italia e Austria
La collaborazione tra il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia si rafforza di anno in anno con l’obiettivo di promuovere un turismo lento, sostenibile ed esperienziale. Le due regioni lavorano insieme per valorizzare il territorio attraverso progetti comuni e una strategia di marketing condivisa.
Tra le iniziative principali c’è l’Alpe Adria Trail, un itinerario di 620 chilometri suddiviso in 37 tappe, di cui 11 in Friuli Venezia Giulia, che attraversa anche la Slovenia. Nato come progetto europeo Interreg, sarà rinnovato per il triennio 2026-2028. A questo si affianca l’Alpe Adria Road Trip, un percorso pensato per chi viaggia in auto o moto, che permette di scoprire castelli, parchi e piccoli borghi, promuovendo anche le località meno conosciute.
I dati mostrano inoltre un aumento significativo dei turisti austriaci in Friuli Venezia Giulia tra il 2019 e il 2025, sia per numero di arrivi sia per presenze. Questa collaborazione rappresenta quindi un esempio positivo di cooperazione internazionale, capace di valorizzare il territorio e di attirare visitatori anche da mercati lontani come Canada e Stati Uniti.
https://www.studionord.news/alpe-adria-trail-e-alpe-adria-trip-road-si-intensificano-i-legami-con-la-carinzia/
https://www.ilfriuli.it/economia/turismo-sintensifica-collaborazione-fvg-carinzia/

CUCINA TRADIZIONALE
Il gusto dei ricordi, e una proposta per il futuro: arriva “NON(N)A”
Nelle valli alpine la cucina è molto più di un semplice modo per nutrirsi: è parte dell’identità e della storia del territorio. Proprio per non perdere questo patrimonio è nato il progetto Interreg “NON(N)A”, promosso dall’impresa sociale Melius insieme alla Comunità di Montagna Canal del Ferro Valcanale e al partner austriaco Bildung&Lerner.
Il progetto mette in contatto due generazioni: da una parte le “nonne” della Carnia, del Canal del Ferro Valcanale e della zona di Hermagor, con la loro conoscenza delle ricette tradizionali; dall’altra gli studenti degli istituti alberghieri “Paschini-Linussio” di Tolmezzo e “I. Bachmann” di Tarvisio.
L’obiettivo è trasformare la cucina tradizionale in un bene comune, accessibile a tutti, creando uno scambio di esperienze tra chi conserva la memoria del passato e chi si prepara a lavorare nel settore dell’enogastronomia e dell’ospitalità.
L’iniziativa è partita l’11 febbraio a Tolmezzo con un incontro dedicato al tema del cibo come patrimonio culturale, educativo e ambientale, coinvolgendo esperti e realtà del territorio.
Attraverso laboratori, eventi e pubblicazioni, “NON(N)A” punta a dimostrare che la tradizione culinaria delle nostre montagne può diventare una risorsa importante non solo culturale, ma anche economica e sociale.
https://www.studionord.news/il-sapore-della-memoria-e-la-sfida-del-futuro-nasce-il-progetto-nonna/
https://www.friulioggi.it/friuli/ricette-nonna-cucina-tipica-montagna-friulana-progetto-18-febbraio-2026/

GIGANTE DEI BOSCHI
Scoperto a Paularo l’abete bianco più alto d’Italia
Scoperto l’abete bianco più alto d’Italia
Tra le foreste di Paularo è stato individuato un vero e proprio “monumento naturale”: un abete bianco straordinariamente alto, battezzato “La Dane”. Il nome oltre a significare proprio “abete bianco”, richiama anche Diana, la dea della natura, simbolo di protezione e selvaticità.
Secondo le misurazioni effettuate da agronomi e tecnici della Regione Friuli Venezia Giulia, insieme all’Ispettorato forestale di Tolmezzo e al Corpo Forestale Regionale di Paularo, “La Dane” raggiunge i 53,34 metri di altezza e ha una circonferenza di 3,32 metri. Queste dimensioni lo rendono l’albero autoctono più alto d’Italia, nonché il più alto della regione e il terzo albero più grande del Paese.
Gli esperti stimano che l’abete abbia oltre 200 anni. Per questo motivo, grazie alle sue caratteristiche eccezionali, l’albero è stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali tutelati dalla legge.
La Regione ha inoltre annunciato l’intenzione di valorizzare i boschi monumentali della zona, sottolineando l’importanza di proteggere e promuovere questo patrimonio naturale, che rappresenta non solo un valore ambientale, ma anche culturale e paesaggistico.
https://www.telefriuli.it/cronaca/a-paularo-scoperto-labete-bianco-dei-record/
https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/carnia-scoperto-l%E2%80%99albero-autoctono-pi%C3%B9-alto-d%E2%80%99italia/
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