
MOSTRA
Gemona “Architettura del ‘900”
La Mostra ARCHITETTURA DEL NOVECENTO A GEMONA E NELLA PEDEMONTANA FRIULANA è
ospitata a Palazzo Fantoni (la ex Banca Popolare di Gemona progettata da Carlo Scarpa e Luciano Gemin), e sarà visitabile fino al 26 giugno 2026.
La mostra vuole far scoprire e valorizzare un patrimonio spesso poco conosciuto, ma che racconta molto della storia del territorio.
Il percorso parte dai grandi cambiamenti che hanno segnato il secolo scorso: dall’italianizzazione dopo l’Unità alla Prima guerra mondiale, dal periodo del Ventennio fascista alla Seconda guerra mondiale, fino al boom economico e alla ricostruzione dopo il terremoto del 1976. Tutti questi eventi hanno lasciato tracce concrete negli edifici, nelle piazze e negli spazi pubblici che ancora oggi fanno parte della nostra quotidianità.
Attraverso progetti, fotografie, documenti d’archivio e materiali originali, la mostra racconta come si è trasformata la città e come sono cambiati i bisogni delle persone nel corso del tempo. Non si parla solo di case e palazzi, ma di identità, memoria e comunità.
L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio che comprende anche una pubblicazione dedicata e l’installazione di targhe informative sugli edifici più rappresentativi, per permettere a tutti di riconoscere e capire meglio l’architettura che ci circonda.
Orari:
Sabato: 10.00–12.30 e 14.30–18.00
Domenica: 10.00–12.30
https://visitgemona.com/eventi/mostra-architettura-del-900/

STUDIO E PROGETTO
Un secolo di lavoro: la Cartiera di Ovaro patrimonio industriale della Carnia
Venerdì 13 febbraio, presso il Centro socioculturale di Ovaro, è stato presentato il progetto La Cartiera di Ovaro. Patrimonio industriale della Carnia, dedicato alla valorizzazione di uno dei più importanti stabilimenti industriali della montagna friulana.
La Cartiera di Ovaro, attiva dagli anni Venti del Novecento e oggi parte del gruppo RDM Group, rappresenta da oltre cent’anni un punto di riferimento economico e sociale per il territorio. L’azienda produce cartoncino riciclato e impiega circa 170 persone, oltre all’indotto.
Il progetto prevede una ricerca storico-etnografica, la raccolta di testimonianze, fotografie e oggetti, e collaborazioni con artisti che lavorano con la carta. L’obiettivo è valorizzare il ruolo del lavoro industriale in Carnia e riflettere sulle prospettive future della montagna.
L’iniziativa è finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e si inserisce nel progetto più ampio “Davâr. Storie, tracce e materia”, nato per contrastare lo spopolamento e promuovere lo sviluppo culturale del territorio.
https://www.ilfriuli.it/economia/la-cartiera-di-ovaro-patrimonio-industriale-della-carnia-venerdi-la-presentazione/
https://www.udinetoday.it/social/cartera-ovaro-progetto-culturale.html

LIBRI
Vento fine, il nuovo romanzo di Silva Ganzitti tra guerra e memoria
È ambientato in Carnia il nuovo romanzo di Silva Ganzitti, Vento fine (Mursia, 296 pagine, 17 euro).
Il libro racconta il legame profondo tra le montagne e chi le abita, in un contesto segnato dal silenzio e dalla durezza della vita nell’epoca dei fatti narrati.
La vicenda si svolge a Sauris durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1943 arrivano 279 prigionieri neozelandesi e maori, catturati a El Alamein, destinati alla costruzione di una diga. Tra loro c’è Dwight, che si innamora di Ida, una donna del paese. La loro relazione nasce in un clima di guerra e diffidenza, ostacolata anche dalla lingua.
Il romanzo intreccia la storia d’amore con quella del territorio: la diga sommergerà un intero borgo, simbolo di una memoria rimasta nascosta. Ganzitti riporta così alla luce una pagina poco conosciuta della storia della Carnia, riflettendo sul rapporto tra passato e identità.
https://www.altofriuli.it/vento-fine-la-carnia-silenziosa-nel-romanzo-di-silva-ganzitti/
https://www.ansa.it/amp/friuliveneziagiulia/notizie/2026/02/17/ganzitti-riporta-in-superficie-la-memoria-della-carnia_05e6a144-0799-4799-bd8a-2a0f751ecd2b.html

MEMORIA
Un libro per non dimenticare: la storia di Giulio Cargnelutti
Il 15 gennaio è arrivato in libreria Alla gentilezza di chi la raccoglie, il romanzo di Raffaella Cargnelutti che ripercorre la storia vera del padre Giulio. Tenente dell’esercito, Giulio fu catturato dalle SS a Tolmezzo il 20 luglio 1944 e deportato nel campo di concentramento di Buchenwald, dove rimase per nove mesi senza poter comunicare con la famiglia.
In casa si parlava poco di quella esperienza, finché nel 2001 la famiglia decise di pubblicare il suo diario illustrato. Successivamente, nel 2010, venne organizzata una mostra con lettere e documenti originali, ritrovati dopo anni nei cassetti di famiglia. Da questa ricostruzione è nato il romanzo, che unisce memoria privata e storia collettiva.
Per scriverlo, Raffaella ha studiato documenti, visitato Buchenwald e letto altri diari e testimonianze di deportati. Il libro racconta la sofferenza, la resistenza interiore e temi come fede e perdono. Alcuni materiali originali, tra cui disegni e sculture di Giulio, sono stati donati al Memoriale di Buchenwald e ora sono esposti nel museo.
Oggi Raffaella porta spesso questa storia nelle scuole, perché ritiene che raccontare il passato sia un dovere, soprattutto ora che i testimoni diretti stanno scomparendo e nel mondo continuano a scoppiate nuove guerre. Alla gentilezza di chi la raccoglie è quindi un messaggio di memoria, umanità e responsabilità per le nuove generazioni.
https://www.friulioggi.it/carnia/tolmezzo/libro-storia-giulio-cargnelutti-tolmezzo-9-gennaio-2026/
https://www.bottegaerranteedizioni.it/alla-gentilezza-di-chi-la-raccoglie/
#
