Intervista Forgjarie

Siamo con Alessandro (come vuoi essere chiamato? — Forgjarie — Ah OK) che è stato uno dei protagonisti del movimento musicale degli anni 2000 in Carnia.
Principalmente come chitarrista e cantante con diversi gruppi, ma anche come organizzatore di eventi e grande appassionato di musica.

Partiamo a bomba. Entriamo subito nel vivo!
Com’era il movimento musicale giovanile in Carnia nei primi anni del 2000?

Allora, il movimento era sicuramente molto espanso e c’erano moltissimi gruppi in attività, ma addirittura ce n’erano così tanti che non erano nemmeno sufficienti le sale prove che allora il Comune di Tolmezzo metteva a disposizione e che si trovavano sopra l’auditorium. Probabile che ci siano state quattro o cinque sale disponibili e in ogni sala provavano sicuramente almeno quattro gruppi. Io penso che ci fossero una trentina di band in attività in quegli anni lì solo in  Carnia, trenta se non addirittura di più, diciamo tra le band più importanti e quelle che stavano nascendo.

Ti ricordi i nomi di qualcuno di questi gruppi? Quali ti vengono in mente?
Provo a fare un elenco: Vanilla Resident, Carry All, Small Talk, Onirica, Royal With Cheese, Bubble Fish, Pelly Botton, Ungloves, Diluevo, Giovani Marmotte, Outsound, The Charlestones, Circus Freaks, Machine a Laver, Polo Est… e sicuramente me ne dimentico molti.



C’erano gruppi under 25 o formati da adolescenti?
Certamente c’erano, direi anzi che c’erano principalmente gruppi giovanili, formati da ragazzi delle medie fino ai 25 anni, che era già comunque un’età “grande”. Diciamo dalle medie fino ai 23-24 anni era sicuramente la media, poi c’erano chiaramente anche gli over 30 e 40 però in grande maggioranza i gruppi erano composti da giovani e giovanissimi.

Che generi suonavano questi gruppi?
Principalmente, quasi tutti, punk, grunge, noise. Diciamo fino sicuramente agli anni 2008-2009 tutti suonavano questi generi. Successivamente sono emersi dei gruppi più pop rock o british rock ma diciamo verso il 2009.

Mi dicono che c’era una sala prove dedicata esclusivamente per i giovani in quel periodo.
Sì è vero, si trovava nel centro di aggregazione di Tolmezzo ed era gestita da operatori dell’Itaca (“Eccezionali” ndr). E lì in pratica ci andavano tutti i ragazzi che volevano provare a suonare, anche perché la sala era dotata di un impianto voce con amplificatore e batteria, oltre ad altri strumenti. Quindi in quella sala sono nati anche dei nuovi gruppi.

Si esibivano dal vivo questi gruppi?
Sì! anzi si esibivano praticamente tutti, anche chi aveva appena iniziato a suonare e c’erano mille situazioni dove era possibile suonare in pubblico, locali, feste, anche eventi creati dagli stessi giovani quindi c’era tanto movimento e tante possibilità, esattamente il contrario di oggi.

C’erano anche dei gruppi femminili?
Allora, gruppi esclusivamente femminili no, c’erano però alcune ragazze che suonavano, mi ricordo ad esempio una batterista, alcune cantavano. Però gruppi principalmente femminili non ricordo ci fossero.

Tra i vari gruppi c’era anche rivalità?
Ahahah (ride 😂 ) c’era certamente rivalità sia tra i gruppi e anche fra i membri dello stesso gruppo! Cioè, io ho visto scene incredibili… 😂, un batterista poi è diventato il trombettista e poi di nuovo batterista ma non gli andava poi bene… E succedeva anche di molto peggio 😂 È stato cool questo (!?!)

Qualcuno si atteggiava dal divo?
Sì.

Allora  cambiamo discorso…Che strumentazioni si usavano in quei tempi?
In quegli anni si usavano strumentazioni che per portarle in giro ci voleva un autoarticolato (“un bilic”)’ non so nemmeno ora come riuscivamo ad alzare quelle casse! Erano tutte robe mostruose, dimensioni e pesi assurdi e tutto era pesantissimo e grandissimo! E come potenza in watt? Era la stessa che abbiamo adesso in un amplificatore che è tipo 30 cm per 30 cm, quella volta era 2 metri per 3 metri e pesava circa 150 kg (esagerato! ndr). E si sentiva anche peggio.

Parliamo un po’ di soldi. I concerti erano a pagamento o gratuiti?
Erano quasi tutti gratuiti, a parte forse alcuni, può essere all’auditorium, se mi ricordo bene, dove forse poteva essere richiesta un’offerta o un minimo biglietto, ma in ogni caso molto economico.

Bisognava pagare le autorizzazioni per poter suonare dal vivo?
C’era la SIAE, non è che le autorizzazioni fossero da pagare, ma era comunque tutto molto più complicato di quanto non sia ora, c’erano da compilare più carte, era più complicata la parte burocratica, diciamo così, che ora secondo me, è molto più agevolata, sia online, che per le modalità, che sono più semplici.

Una curiosità: c’erano tra voi dei musicisti che rompevano gli strumenti musicali sul palco per far scena?
Allora, posso parlare per me, io ero uno di quei musicisti che alla fine del concerto prendevano la chitarra e la scagliavano dove capitava (…). Dopo però dovevo ripararla. Poi ci sono anche degli altri aneddoti che vi racconterò. In un’altra occasione (senza registratore…).

Nota di stile. I jeans strappati erano una citazione degli anni 90 o erano proprio quelli degli anni 90 arrivati agli anni 2000?
I miei jeans erano quelli degli anni 90, portati di continuo fino ai 2000!! (buttati via a tradimento da mia mamma, che era venuta a trovarmi, nel 2010 😂)

Ringraziamo Forgjarie per la disponibilità e la simpatia.