“Non è una carriera, è una passione”

Uno sguardo sincero e senza retorica su oltre trent’anni di musica, difficoltà e soddisfazioni. Un’intervista che parla di strumenti, di persone e di un luogo che ha segnato la scena musicale di Tolmezzo.

Proseguendo la nostra “indagine” sulla scena musicale di Tolmezzo oggi siamo in un luogo storico e un riferimento per generazioni di musicisti della Carnia, L’Accordo Musicale di Gianni Cimenti 

Ciao Gianni, vogliamo farti una piccola intervista per il nostro progetto di Redazione Provvisoria, sulla tua attività e il tuo spazio del negozio di musica. 
Ci puoi raccontare com’era la tua vita prima di aprire il negozio, quando hai scoperto la passione per la musica?
Allora, la passione per la musica… non avevo nessun obiettivo di aprire un negozio, suonavo e basta, insomma, ho iniziato a suonare prima dei 14 anni, e poi il negozio è stato una casualità se vuoi, prima di iniziare questa attività comunque facevo il falegname. 

E cosa ti ha spinto a fare il grande passo ad aprire questo negozio?
Curiosità e passione, logicamente, certo.

Poi, com’è cambiato il negozio negli anni? Ci sono stati dei momenti chiave? 
Oddio, sì, i primi anni non conoscendo bene il lavoro, non essendo un commerciante quindi, non sapevo bene come funzionavano le cose, il cambiamento chiave è stato quando ho iniziato a fare servizi di amplificazione per concerti e cose del genere, noleggi e via. 

Ci puoi raccontare qualche aneddoto che rappresenta lo spirito del negozio e dei suoi clienti?
Lo spirito… lo spirito è la passione per la musica. Qua dentro in realtà senti poca musica, se la senti, la senti suonata dal vivo, non registrata con supporti o con cose del genere, preferisco la parola e a volte le parole sulla musica.

Quali strumenti sono stati protagonisti della tua attività? 
Certamente chitarre, batterie, sono le cose che si vendevano di più e impiantini per produrre e cose del genere, impianti audio. 

Hai avuto musicisti famosi e giovani talenti che hanno frequentato questo negozio? 
Sì che li ho incrociati, sì, ad esempio c’è stato qua Ricky Portera, chitarrista degli Stadio, chitarrista storico di Lucio Dalla, è uno che ha fatto arrangiamenti anche per Mina e cose del genere, ho avuto la fortuna di averlo qua per due ore. Ho anche fatto una lunga chiacchierata con Pino Scotto, insomma musicisti ne sono passati, ma è relativo il discorso famosi o non famosi, l’importante sono le persone, la qualità delle persone.

Ci puoi raccontare un episodio divertente o sorprendente legato a un cliente? 
Dai no, che domande! No, no, non si può rispondere a questa domanda! 

Non ti viene in mente neanche aneddoto? 
Ma ce n’è 3.000! Ma non si possono raccontare! 

Come descriveresti la comunità musicale locale e il ruolo del negozio? 
Boh guarda, il ruolo… ora non è più un negozio ma un punto d’incontro, più che altro è questo, forse lo è sempre stato, prima era un po’ di più un negozio, però sempre era stato un punto d’incontro, insomma, qua negli anni 90 sono nati, non ti dico tutti i gruppi, ma quasi, è stato il momento più prolifico di Tolmezzo negli anni 90, dai 90 al 2000.

Quali trasformazioni più importanti hai visto nel commercio degli strumenti musicali durante tutti questi anni? 
Sì, la trasformazione più importante è che i piccoli negozi come il mio non hanno più di che esistere, se tu pensi che a Udine hanno chiuso 7-8 negozi musicali, tra cui due erano secolari, erano aperti da oltre cent’anni. Insomma, sono un po’ anacronistico come negozio, ma di fatto avevo risultati non certamente legati alla vendita. 

Come hai gestito l’arrivo di internet e delle vendite online?
Come per tutto il resto, è un salto di qualità per chi compra a livello di costi, certamente sì, a livello però di informazione, di umanità, di legami però no, infatti con l’avvento di internet secondo me c’è stata una disgregazione, mi è capitato di vedere gente qua che si conosceva via Internet, Facebook o tramite i social, e anche se si erano conosciuti in rete nessuno sapeva che anche l’altro suonava, questo è abbastanza emblematico di come funziona Internet e cos’è invece, non dico necessariamente un negozio, ma un posto dove tu ti puoi trovare con qualcuno, insomma, è una differenza forte. 

C’è uno strumento o un prodotto che hai visto passare di moda? 
Non lo so, secondo me qualsiasi strumento ha un perché di esistere ed è sempre tutto maledettamente attuale, anche la fisarmonica basta introdurla nel contesto giusto che non è detto che sia quello del folk ma potrebbe essere anche quello del jazz o del rock o quello che vuoi, anche del punk, quindi qualsiasi strumento secondo me è importante, non ci sono strumenti più o meno passati di moda. Alcuni sì sono suonati di meno, la tastiera ad esempio, c’è stato un crollo dei musicisti di tastiera, con tutte le innovazioni che ha avuto questo tipo di strumento, però dipende appunto da quello che vuoi fare, quello che intendi fare.

Ci sono stati momenti particolarmente problematici nella gestione del negozio? 
Tantissimi, tantissimi, sempre. 

Quali valori ritieni fondamentali per chi vuole avere successo in questo settore? 
Crederci, crederci, avere pazienza e crederci, certamente non puoi essere all’apice subito, devi avere anche fortuna perché quella conta, e studiare tecnologicamente, senza studio si farà poco. 

Guardando indietro cosa ti rende più orgoglioso della tua carriera? 
Non lo so quello che ho fatto, non sono orgoglioso della mia carriera, non so neanche se è una carriera, è una vita, non è una carriera, non l’ho mai presa come un lavoro, è una passione.

Se dovessi scegliere un simbolo, un oggetto che rappresenti il negozio e la sua storia quale sarebbe? 
Ti direi il Bubu! (il suo cane ndr) no scherzo, la chitarra che era anche il mio strumento, insomma è stata l’artefice praticamente. 

Che consiglio daresti a un giovane che volesse aprire un negozio simile al tuo oggi? 
Consigli non potrei dare perché ormai ho fatto la mia storia, adesso sono cambiati i tempi, non so… gli farei gli auguri, forse gli direi di lasciar stare per la verità gli direi di lasciar perdere perché non è il momento storico per aprire un negozio sicuramente. 

Un’ultima domanda, quale ricordo o messaggio vorresti lasciare alla comunità musicale per cui hai lavorato per tanti anni? 
Guarda, nessuno perché non sono ancora morto (ride ndr), quindi non lascio nessun messaggio. (…) 
Parlo con chiunque venga qua oggi, nei prossimi giorni e nel prossimo futuro, insomma. I “messaggi” io li lascio ogni giorno, sta a chi mi ascolta accoglierli o meno, poi non è che sono un messia. 

Grazie mille, Gianni. 


Gianni a Ovarock 94

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