Nella sede carnica del CPIA, anche all’interno della Casa Circondariale di Tolmezzo, lo studio rappresenta una concreta occasione di cambiamento, autonomia e integrazione.
Attraverso le parole della professoressa Franceschina Mercuri, scopriamo l’importanza dell’insegnamento agli adulti stranieri: un lavoro fatto di pazienza, rispetto e soddisfazione per ogni progresso raggiunto.
di Angelica Oviedo

Il CPIA di Tolmezzo, sede associata del CPIA Udine, è un Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti: una scuola statale dedicata a chi ha più di 16 anni e desidera completare o riprendere gli studi.
Nel territorio carnico, il centro svolge un ruolo particolarmente importante all’interno della Casa Circondariale di Tolmezzo, dove offre percorsi di istruzione ai detenuti. Qui la scuola diventa uno strumento concreto di rieducazione e crescita personale.
Una scuola che riapre le porte allo studio
Il CPIA propone corsi per conseguire la licenza media (primo livello), corsi di lingua italiana per cittadini stranieri e attività di ampliamento dell’offerta formativa, come informatica e lingue straniere.
L’obiettivo è chiaro: favorire l’inclusione, promuovere la cittadinanza attiva e offrire nuove opportunità di reinserimento sociale e lavorativo.
A chi si rivolge
I corsi sono pensati per adulti che non hanno completato il percorso scolastico, per giovani dai 16 anni che non frequentano la scuola tradizionale e per cittadini stranieri che vogliono imparare o migliorare l’italiano.
In questo modo, il CPIA di Tolmezzo rappresenta un punto di riferimento per l’apprendimento permanente sul territorio, con un’attenzione particolare al mondo del carcere, dove l’istruzione può diventare un vero strumento di cambiamento.
Insegnare agli adulti stranieri è un ponte tra lingue, culture e nuove opportunità.
Abbiamo posto alcune domande alla professoressa Franceschina Mercuri del CPIA di Tolmezzo.
Da quanto tempo lavora al CPIA?
Lavoro al CPIA da alcuni anni. Mi piace molto questo lavoro.
Com’è insegnare agli adulti stranieri?
È un lavoro interessante. Gli studenti sono persone adulte con storie diverse e provengono da Paesi differenti.
È un lavoro difficile?
A volte sì. Alcuni studenti non parlano italiano e altri non hanno studiato molto nel loro Paese. Serve molta pazienza.
Cosa insegna ai suoi studenti?
Insegno la lingua italiana. Insegno anche come vivere e lavorare in Italia.
Qual è la parte più bella del suo lavoro?
La parte più bella è vedere i progressi degli studenti. Quando parlano meglio l’italiano, sono molto felice.
Che rapporto ha con i suoi studenti?
Ho un buon rapporto con loro. Parliamo molto e c’è rispetto reciproco.
Perché è importante la scuola per adulti?
La scuola è importante perché aiuta le persone a trovare lavoro e a vivere meglio in Italia.
La professoressa Franceschina pensa che insegnare agli adulti stranieri sia un lavoro importante e bello. La scuola aiuta le persone a costruire un futuro migliore.
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