Parlare friulano nel 2026: identità, social e ribellione gentile

Dalla Carnia a TikTok, Stella ci racconta cosa significa scegliere il friulano oggi: non solo lingua dei nonni, ma strumento vivo di appartenenza, comunità e affermazione culturale contro stereotipi e pregiudizi.

Parole intraducibili come “bocjute” e “massepassût”, hater zittiti con una poesia di Pier Paolo Pasolini e progetti con l’ARLeF, il friulano diventa linguaggio contemporaneo e ponte tra generazioni

Stella Di Gleria, giovane creator di Paularo, ha scelto di portare il friulano (nella sua variante carnica) su TikTok, trasformando una lingua spesso associata al passato in uno strumento moderno di espressione e identità. 
Con video semplici, ironici e coinvolgenti, racconta parole intraducibili, modi di dire e curiosità che fanno scoprire la “marilenghe” anche a chi non la parla.
Tra collaborazioni con l’ARLeF e progetti digitali come YouPalTubo, Stella dimostra che una lingua minoritaria può essere viva, pop e capace di creare comunità online.

Cosa significa per te parlare in friulano nel 2026? 
Questa è una domanda un po’ particolare, però diciamo che sono molto consapevole del fatto che il friulano venga considerato talvolta come una lingua un po’ minoritaria, una lingua dai “cjamps”, come potremmo dire appunto in friulano, però in realtà credo che oltre alla parte affettiva ci sia proprio una questione di appartenenza, no? Il fatto di appartenere a un territorio in cui si parla friulano e di riuscire appunto a tramandare questa lingua, perché alla fine se mio nonno non avesse parlato in friulano a mio padre e mio padre non avesse parlato in friulano a me, il friulano si sarebbe perso, soprattutto nella mia variante carnica di Paularo. Quindi credo che diffonderlo sui social sia anche un modo per tenerlo in vita, non farlo perdere, ecco. 

Poi ti ricordi un momento in cui hai capito che il friulano non era solo la lingua dei nonni ma anche qualcosa di vivo e attuale? 
Allora di base l’ho sempre vissuto come un qualcosa di vivo e attuale, perché soprattutto nei piccoli paesini della Carnia come i nostri si è soliti parlare in dialetto tra noi. Cioè a scuola, magari in posta, in banca parli in italiano, però di base c’è la lingua che utilizziamo che è sempre quella dialettale, anche se dal mio punto di vista ci tengo a dire che io non ho mai parlato in friulano in vita mia, è sempre stata sì la lingua che capivo, con cui magari i nonni comunicavano con me, anche mio papà ogni tanto (soprattutto quando è arrabbiato), però di base io ho sempre scelto l’italiano come lingua per esprimermi. Però l’ho sempre vissuta così come una lingua viva, anche se solo negli ultimi anni la sto utilizzando proprio nella questione lavorativa e anche sui social, quindi forse il ruolo del friulano nella mia vita è cambiato nel tempo. 

C’è una parola in friulano che non riesci a tradurre davvero in italiano? 
Sì, ed è una delle mie preferite, a me piace tanto usare “bocjute”, conoscete “bocjute”? E questo è bellissimo perché a tutti piace il bello ovviamente, no? E quindi quando trovi qualcuno che ti dice: «guarda il mio prototipo è…, in questo momento la donna più bella del mondo, l’uomo più bello del mondo», per me adesso Jacob Elordi, che è appena uscito tra l’altro con Cime Tempestose al cinema, e uno ti dice: «beh il mio prototipo è quello» , è “bocjute”, eh? Capito? 
Però di base non c’è una traduzione letterale perché sarebbe tipo “bocca buona” ma non rende, no? È “bocjute”! 
E anche “massepassût”, anche quello mi piace un sacco, “massepassût” perché per i nostri ascoltatori che magari non lo sanno, o lettori in questo caso, è tipo qualcuno a cui, facciamo un esempio, viene offerta una cena, un pranzo, io magari vi propongo una tavolata piena di cose buonissime, uno arriva e fa «ma io questo non lo mangio!», “massepassût”!  

C’è stato un commento che ti ha colpito in modo particolare? uno di sostegno, uno critico? 
Allora, di base sono stata fortunata, non so se è magari la mia personalità che non attira particolari haters o cosa, però sono stata abbastanza fortunata.
Ma ricordo che in un video che è andato particolarmente bene, ho trovato sotto il commento, in cui davano a me della zotica, possiamo dire, della buzzurra, perché appunto parlavo in friulano e questo mi ha fatto rimanere un po’ di sasso, anche perché, se ci pensate, ogni tanto guardiamo magari anche i programmi in tv, e spesso, soprattutto anche dal sud Italia, fanno una battuta in napoletano e uno ride, fanno una battuta in siciliano e uno ride, poi parliamo noi in friulano e siamo degli zotici, non capisco… Credo che i dialetti, e le lingue minoritarie come il friulano, dovrebbero essere tutti sullo stesso piano, non è che la mia lingua è contadina e la tua, invece, è una lingua divertente che può essere utilizzata. Quindi questo mi aveva fatto particolarmente…, mi ha dato fastidio, ecco.

La prossima domanda è conseguente, come reagiresti se ci dovessero essere degli haters che sminuiscono le lingue minoritarie? 
Ad esempio a quel commento precedente ho risposto con una poesia di Pasolini per fargli vedere, a questa persona, per dimostrare che il friulano è anche una lingua che può essere utilizzata in un ambiente un più alto. Pasolini si è battuto tutta la vita per questo, per elevare la figura, del dialetto a lingua. Se ci pensate, la lingua italiana arriva dal dialetto toscano, Dante è stato il primo ad utilizzare il dialetto in una composizione famosa, quindi ho risposto semplicemente con l’arte, infatti l’hater si è zittito non ha più detto niente. 

Secondo te TikTok può fare per il friulano quello che i media tradizionali non sono mai riusciti a fare? 
Secondo me sì, io credo che soprattutto negli ultimi anni, ho visto che ha preso proprio piede la diffusione del friulano sui social e su TikTok, ma proprio in un senso non di lingua bassa, lingua del popolo, ma proprio intesa come lingua, tant’è che appunto facendo anche dei progetti con l’Arlef, che è l’agenzia regionale per la lingua friulana che si occupa appunto della promozione e diffusione del friulano, si usano sempre di più i social per permettere a tutti di avere libero accesso a questa lingua, sempre con l’obiettivo che non si perda e che venga conosciuta da un pubblico sempre più ampio.

Parlare del friulano carnico, sui social media oggi ti fa sentire più diversa o più connessa alla tua generazione?
Entrambe le cose, diciamo più connessa perché grazie a questa cosa che io ho sempre quasi rinnegato, rifiutato nella mia vita, sono riuscita in realtà ad attrarre tantissime persone ed è tanto bello riuscire a creare una comunità di persone che alla fine sono tutte diverse tra loro però ti capiscono perché parlano la tua stessa lingua e anche chi non la parla è curioso. 
E quindi sì, mi sento sia in connessione sia un po’ diversa perché ho scelto TikTok come piattaforma di esposizione, quando magari potevo scrivere un articolo di giornale o fare tante altre cose, invece ho deciso di espormi sui social e non sempre questa cosa è ben vista. 

Se il friulano fosse una challenge virale, come la lanceresti? 
Oh, questa è difficilissima.
Mi piacerebbe magari fare un confronto, un po’ come quello che faccio di solito. «E voi come lo dite nella vostra variante?» Mi piacerebbe creare una cosa del genere in cui io magari lo dico in friulano e gli altri lo dicono nella loro variante dialettale di qualsiasi parte d’Italia e poi così io conosco la loro loro conoscono la mia. 

Che ruolo dovrebbero avere le scuole e istituzioni nella tutela del friulano?
Credo che già lo abbiano. Io in questo momento sono dentro il sistema scolastico, sono un’insegnante, quindi si dedicano già tante ore allo studio del friulano, alla promozione del friulano, eccetera. Io sono una gran sostenitrice, ovviamente, del friulano, però credo che ci siano delle materie più importanti, non mi piace pensare che venga tolto tempo e spazio allo studio dell’italiano, dell’inglese, la matematica, la storia, eccetera, per il friulano. Cioè, preferirei che fosse un’attività magari pomeridiana, che i ragazzi fanno dopo. Qualcosa che viene fatto di affiancamento alla scuola, però non che sia una delle materie che vengono valutate in pagella. Questa è la mia opinione.

Quindi ti senti supportata, o lasciata sola? 
No, sono super supportata, sinceramente. Soprattutto negli ultimi anni, ci sono tantissime cose legate al friulano, proprio volte a valorizzarlo e a diffonderlo, quindi sì, supportata al massimo. 

Ti senti parte di una rete più ampia di giovani che valorizzano lingue minoritarie come il basco o il gaelico?
Conosco poche realtà social di questo tipo, però sicuramente dopo aver sentito questa domanda, mi è venuto il pallino, andrò sicuramente a cercarle.
Ho avuto modo di studiare qualcosa all’università, se studiamo anche le lingue minoritarie, soprattutto quelle romanze, dovrebbero esserci anche dei suoni familiari. 
Però conoscere qualcuno che le diffonde, no, sinceramente. 

Se potessi fare una collaborazione con qualcuno che promuove un’altra lingua minoritaria, quale sceglieresti? 
Sai che mi piacerebbe tantissimo, il sardo, secondo me deve essere bellissimo.

Sto scrivendo delle domande per un mio amico che è al circolo dei sardi, e adesso sto preparando un’intervista per lui, potresti partecipare… 
Dai, bellissimo, sì, mi piacerebbe, facciamo una challenge, perché da quello che so, il sardo è la lingua più conservativa, cioè quella più vicina al latino di tutte, e quindi è bellissimo sapere, magari come nel sardo sono rimasti così vicini all’origine, invece nel friulano siamo andati avanti. 

Un’ultima domanda, un po’ particolare: se in seguito a un blackout globale internet non esistesse più, cosa faresti per far sentire la tua voce? 
Ok, quindi non c’è più internet? è un mondo senza internet, ma io penso che per carattere sono un po’ una ribelle, anche egocentrica ed espansiva, e quindi penso che prenderei un megafono e andrei in giro per le piazze a urlare! Ad esempio, avete guardato Stranger Things? Non l’avete visto? Ecco, nell’ultima stagione, comunque ambientata negli anni 80, hanno solo la radio per poter parlare, e io vorrei fare una cosa del genere, cioè non in radio, ovviamente, però con un megafono in giro per le strade a parlare, a diffondere le cose, sarebbe bellissimo.

https://vm.tiktok.com/ZNR5AHsQJ/

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https://youtube.com/@youpaltubo?si=2vburuJRM2ObIu3n

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https://youtu.be/V5a_T2YGgvg?si=z7bmNgLYGlqZ3RuX

https://youtu.be/uORdSRfTU0Q?si=gLT6D4QZJR9k2d-u

https://youtu.be/Z6ojoiKzuZE?si=bIeQ9M_iTNzY5sWI

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