Manuel, giovane fisarmonicista, racconta la sua passione nata fin da bambino grazie al nonno. A sette anni ha iniziato a studiare seriamente lo strumento, fino a farlo diventare parte fondamentale della sua vita.
Da anni suona con il gruppo Melody Music, puntando sulla musica dal vivo, che considera sempre più rara ma essenziale per distinguersi.
Appassionato di folklore e liscio, Manuel invita i giovani a riscoprire la musica, magari formando un gruppo e condividendo questa esperienza.
di Alex Soravito

Com’è nata la tua passione per la fisarmonica?
Allora, la mia passione per la fisarmonica è nata da piccolo. Questa passione qua me l’ha trasmessa mio nonno materno, che suonava anche lui, da quando era giovane poi l’ha trasmessa a me e io mi sono appassionato sempre di più fino a quando ho deciso di prenderla in mano a sette anni e impararla seriamente.
Qual è stato il primo gruppo dove hai suonato?
Il mio primo gruppo è lo stesso di adesso si chiama Melody Music. La formazione è cambiata nel corso degli anni, però il gruppo è sempre lo stesso. Sono già otto sono, nove anni che suoniamo in giro per la sagre e le feste dei paesi.
Che impressioni hai di questo gruppo? Come ti trovi durante i concerti?
Io penso al gruppo, cerchiamo di fare una buona figura, ma soprattutto di proporre musica diversa dal solito, rispetto a quello che si sente adesso. Ma la cosa più bella per me è di suonare tutto dal vivo.
In questi ultimi anni trovare un’orchestra che suona tutto dal vivo è tanto, ma tanto difficile, perché adesso usano tutti le basi, degli aiutini, che purtroppo stanno rovinando il mondo della musica.
A quanti anni hai imparato a suonare?
Ho imparato le mie prime canzoncine quando ho preso in mano la fisarmonica a circa sette, otto anni, poi mio nonno mi ha portato dal maestro, vedeva che avevo una grande passione, sono andato avanti con gli studi per circa dieci anni e mi sono poi anche un po’ arrangiato da solo, a fare un mio genere che mi piace particolarmente.
Cosa ti piace in particolare del tuo strumento, la fisarmonica?
È lo strumento per se stesso, come è fatto, perché è uno strumento completo e puoi fare qualsiasi cosa, perché la mano sinistra fa l’accompagnamento mentre la mano destra fa il cantabile, quindi uno strumento come la fisarmonica riesce a fare, tra virgolette, una serata da solo.
Qual è il tuo brano preferito da suonare?
Non c’è un brano preferito, diciamo che sono tanti. Quando prendo in mano la fisaarmonica per imparare una canzone è perché la canzone mi piace e sento qualcosa dentro di me, quindi è difficile trovare una canzone preferita. Io cerco di suonare un po’ di tutto, del folklore carnico, friulano, romagnolo.
Con una domanda più specifica, per esempio qual è la canzone preferita nel genere folkloristico carnico forse la risposta sarebbe più semplice, la polca di Pakai, una delle più belle. invece sul genere romagnolo è ancora più difficile, perché sono pezzi ancora più belli, ma posso prendere come esempio un pezzo che è sempre andato dagli anni settanta fino a oggi “Toto Peppe”, è una canzone di un fisarmonicista romagnolo, Castellina Pasi.
Castellina era un nome d’arte, Castellina era il paese di origine di questo fisarmonicista, che si chiamava Roberto Giraldi. Aveva scritto questa musica negli anni settanta, e già solo con quella canzone, perché la suonavano tutti, prendeva un sacco di diritti di autore. Non so dirti le cifre precise.
Ora il tuo gruppo si chiama Melody Music. Il nome del gruppo come è nato?
Sì Melody Music, cerchiamo di fare musica per tutti i gusti, per i giovani, per i meno giovani…
Il nome è nato da un accordo che abbiamo preso insieme io e il mio chitarrista, cercando un nome che prendesse un po’, che fosse facile da ricordare, un nome semplice.
Do anche una mano a quello che era il trio più famoso qua in Carnia e in Friuli, il Trio Pakai. Vado a suonare con loro. Sono un gruppo che ovviamente non è conosciuto solo nei confini friulani ma anche in giro per il mondo nei Fogolârs Furlans del Canada, degli Stati Uniti, del Sud Africa e in giro per l’Europa.
Che consiglio dareste ai giovani per cominciare a suonare uno strumento?
Prima di tutto di buttare via il telefono!
Perché il telefono può essere utile ma fino ad un certo punto. Di essere un po’ più curiosi. Prendere in mano uno strumento, qualsiasi strumento non solo la fisarmonica di cui stiamo parlando adesso, una chitarra, un basso, una batteria. E perché no? Magari anche trovarsi insieme per provare a fondare un gruppo. Secondo me facendo così invece di stare sempre nei bar con il telefono, o bere bicchieri di vino o di birra, trovarsi per suonare e divertirsi, e magari anche guadagnare qualcosa.
Qual è il tuo genere musicale preferito?
Il genere italiano, io sono nato con la musica carnica, successivamente mi sono appassionato sempre di più al Liscio, io lo chiamo il Country italiano, perché è la musica più diffusa, più sentita in Italia. E uno di queste orchestre, quella che mi ha fatto emozionare di più, anche sentendola dal vivo, è stata la Castellina-Pasi.
Già dagli anni 70-80, quando ha cominciato a prendere piede in Italia faceva invidia ai cantanti più famosi che c’erano in quell’epoca, come Mina, Celentano, perché loro erano quasi tutti jazzisti professionisti, che avevano studiato la musica, gente che aveva studiato e si è lanciata a fare il Liscio. E con il loro genere, il loro modo di suonare hanno ricevuto due dischi d’oro. Ed era una cosa che faceva invidia, hanno fatto il boom! Sì, sì milioni e milioni di dischi venduti.
E quindi vedo adesso anche i cantanti le orchestre che vanno a suonare a Sanremo, con tutto il rispetto, hanno la loro esperienza, però fammi trovare qualcuno che abbia preso, sto parlando di oggi, non dei grandi come appunto Mina e Celentano, qualcuno che abbia preso un disco d’oro? Pochissimi, no?
Oltre alla fisarmonica, ti piace fare altro? Come hobby?
Il mio hobby più grande è stato sempre la fisarmonica, non ne ho altri, no solo la fisarmonica
Ti è piace anche insegnare?
Adesso ho tre allievi. E hanno iniziato a suonare proprio con la fisarmonica. Vengono a casa mia, sono ormai due o tre anni che vengono da me. Adesso già il più grande mi sta regalando qualche emozione, però anche i piccolini, devo dire la verità che cominciano anche loro a suonare come si deve e mi danno qualche soddisfazione.
Per questa prossima stagione siete già pronti per suonare? Avete già un programma?
Sì, abbiamo già diverse sagre in calendario in giro per la Carnia e speriamo nel prossimo anno di puntare anche a qualcosa di più, facendo, come ti dicevo, differenza con gli altri gruppi, stiamo proponendo musica tutta dal vivo.
Bisogna puntare a questo, non solo fare il genere che viene richiesto ma mostrarsi al pubblico per quello che si è. Noi proponiamo questo.
Siamo arrivati all’ultima domanda: quale componente del tuo gruppo è il più “pazzo”? E perché?
Sono tutti pazzi. Magari qualcuno ha una fisima per qualcosa, per essere troppo preciso, giustamente devo dargli ragione, perché “conti” , no? Il contabile è il mio batterista, però lui ha una precisione così perfetta che anche se deve scrivere una cosetta di niente, noi lo chiamiamo “l’anagrafe” perché ha un pacco di fogli così per scrivere due cose. Il chitarrista anche lui fa la sua parte. E il bassista anche. La cantante è come me, siamo un po’ timidi sul palco.
Siete una bella squadra.
Ci raccontiamo due c*****e, due bicchieri di vino e dopo ci “smolliamo” e andiamo avanti, cerchiamo di darci una mano insomma.
Una curiosità, qual è la vostra frase, un vostro motto, che usate prima di ogni concerto? Per ingaggiare il pubblico e caricare l’evento.
Avete una frase che dite ogni volta per dare più energia allo spettacolo?
Nel nostro gruppo ad avere in mano il microfono sono in tre: il chitarrista, il bassista e la cantante, essendo il chitarrista e il bassista impegnati a suonare, l’unica che è disponibile per parlare al pubblico è la cantante, mentre si suona, anche quando si fa una canzone solo strumentale, è liberissima di dire anche qualche stupidaggine, ma la sua frase più “forte” è “Si balla”. Basta. “Si balla”, urlando “si balla”, meglio che niente ma “deve farsi” ancora un po’…
Io l’ammiro sempre i cantanti In qualsiasi orchestra, perché sono quelli che hanno la responsabilità più grande, secondo me, perché devono presentare il gruppo e tenere un po’ in mano la serata, perché devono essere l’immagine, sono loro quelli che “devono tenere su la serata” presentando i pezzi e intrattenendo il pubblico.
Molto bene, grazie mille Manuel, per la disponibilità e per averci parlato del tuo mondo, della tua musica.
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Scheda biografica
Manuel D’Orlando è un giovane fisarmonicista originario di Tolmezzo, attivo nell’ambito della musica folkloristica e del liscio, generi nei quali la fisarmonica riveste tradizionalmente un ruolo centrale come strumento melodico e d’accompagnamento.
Fin da giovane si dedica allo studio dello strumento, sviluppando un percorso musicale legato alle tradizioni folk, in particolare dell’area carnica e friulana.
Importante per il suo percorso personale è anche l’avvicinamento al mondo del liscio romagnolo.
È membro del gruppo Melody Music, formazione con cui svolge un’intensa attività dal vivo partecipando a sagre, feste di paese ed eventi locali, proponendo un repertorio vario e fortemente orientato all’esecuzione dal vivo.
Parallelamente, D’Orlando collabora con il Trio Pakai, realtà significativa nel panorama della musica popolare friulana, con esibizioni anche in contesti internazionali legati alle comunità dei Fogolârs Furlans.
Accanto all’attività concertistica, si dedica anche alla didattica della fisarmonica, contribuendo alla trasmissione della tradizione musicale alle nuove generazioni.
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