TERRITORIO
GeoRisk: capire i rischi naturali per vivere in un territorio più sicuro
A cinquant’anni dal terremoto del ’76, la Carnia torna a interrogarsi su come convivere in modo intelligente con la natura. La Comunità di montagna della Carnia e il Geoparco delle Alpi Carniche hanno lanciato “GeoRisk”, un progetto europeo finanziato da Interreg Italia–Austria che punta a far conoscere agli studenti i fenomeni geologici e i rischi naturali che caratterizzano il nostro territorio.
L’idea è semplice: capire come nascono terremoti, alluvioni, frane, sinkhole e valanghe per imparare a prevenirne gli effetti.
Un tema sempre più urgente, visto che eventi climatici estremi e instabilità del terreno non sono più così rari.
Che cosa si può fare con GeoRisk
Tra marzo e maggio 2026 le scuole possono partecipare gratuitamente a diverse proposte pensate proprio per gli studenti:
– Visita alla mostra “Quando manca la terra sotto i piedi” a Palazzo Frisacco, Tolmezzo: un percorso interattivo su terremoti, dissesti e altri fenomeni che “muovono” il paesaggio.
– Escursioni geologiche, per andare a vedere dal vivo quello che succede sotto i nostri piedi.
– Incontri con esperti, seguiti da uscite sul territorio per capire meglio i rischi naturali e come gestirli.
– Visita al Centro di Ricerche Sismologiche OGS di Udine: un’occasione per scoprire come si studiano i terremoti e come funzionano gli strumenti che li monitorano.
Fonti:
https://www.carniamusei.org
https://www.carnia.comunitafvg.it
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CLIMA E TERRITORIO
Una montagna che cambia: dalla neve alle nuove idee. L’esperienza di “Beyond Snow” in Val Pesarina
In Val Pesarina la neve ormai è poca e l’inverno ha una durata sempre più breve. Ma invece di lamentarsi, la valle ha deciso di rimboccarsi le maniche e guardare avanti grazie a “Beyond Snow”, un progetto europeo che ha coinvolto sei Paesi alpini.
Dal 2022 al 2025 si è lavorato insieme: incontri pubblici, idee dei giovani, analisi sul clima e tanti momenti di confronto. Nei laboratori “Val Pesarina 2040” la comunità ha immaginato una valle viva tutto l’anno: più percorsi ciclabili, servizi migliori, mobilità sostenibile e un’accoglienza diffusa.
Nel frattempo sono partite anche le prime azioni: manutenzione dei sentieri, nuovi percorsi fruibili in ogni stagione, iniziative green e operatori locali interessati a un turismo che non dipenda più dalla neve.
Il progetto lascia strumenti utili per il futuro, come il RAM (per capire quanto un territorio è resiliente) e il Climate Resilience Tool, una piattaforma per programmare strategie di adattamento.
A ottobre si è tenuto l’evento finale a Prato Carnico. Fine del progetto, ma non del percorso: ora tocca alla comunità continuare a costruire una montagna viva, accogliente e possibilmente non dipendente dagli eventi atmosferici.
Fonti
https://www.ilfriuliveneziagiulia.it
https://www.carnia.comunitafvg.it
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ECONOMIA FORESTALE
Una foresta condivisa per salvare i boschi della Carnia
Il Consorzio Boschi Carnici è stato premiato a Roma tra i migliori progetti italiani sostenuti dall’Unione Europea.
Il riconoscimento riguarda NET.Fo – NET of Forests, un’iniziativa che punta a combattere l’abbandono dei boschi creando una gestione forestale condivisa.
Il progetto è stato selezionato nella categoria “Sostenibilità e adattamento ai cambiamenti climatici” con la motivazione: “Per aver creato un modello di economia forestale collaborativa che aggrega piccole proprietà in una gestione condivisa e sostenibile. Attraverso la piattaforma ForestSharing FVG ha reso i boschi un bene comune, generando valore ambientale, sociale e formativo.”
Questo progetto permetterà ai proprietari di piccoli boschi di unirsi e gestire insieme le loro aree tramite la piattaforma ForestSharing FVG. Chiunque può iscrivere gratuitamente il proprio bosco, senza perdere la proprietà, contribuendo alla tutela del territorio, alla prevenzione del dissesto e allo sviluppo della filiera del legno.
A ritirare il premio sono state Clara D’Agaro e Sara Di Menna del Consorzio. Durante la cerimonia, i rappresentanti della Regione Friuli Venezia Giulia hanno sottolineato come questa iniziativa offra nuove opportunità per le zone montane e per l’economia locale.
Il presidente del Consorzio, Luigi Cacitti, ha espresso grande soddisfazione: “Questo premio riconosce il lavoro di squadra e l’impegno per ridare vita ai boschi abbandonati e sostenere l’economia verde del nostro territorio”.
Fonti
https://www.friulioggi.it
https://www.consorzioboschicarnici.it
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COMMERCIO E COMUNITÀ
Piccoli negozi che resistono in Friuli
In Friuli molti piccoli negozi continuano a essere punti di riferimento fondamentali per i paesi, soprattutto quelli più piccoli e isolati. Per sostenerli, la Regione ha approvato una legge che stanzia 134 milioni di euro per il 2026-27, con incentivi per riaprire locali sfitti nei centri storici, aiutare le attività nelle zone più deboli e valorizzare i negozi dei comuni con meno di 5 mila abitanti.
La Vita Cattolica ha raccontato alcune storie di queste realtà resistenti.
A Savogna, nelle Valli del Natisone, Ines Podorieszach porta avanti da sola il suo storico negozio di alimentari e giornali, nonostante lo spopolamento. In pianura, a Talmassons, Paolo Caissutti gestisce l’Elettrocasa, che resiste alla concorrenza dell’online grazie al rapporto diretto con i clienti.
A Pozzecco di Bertiolo, invece, è rinato il bar-bottega del paese grazie a una cooperativa di comunità. Dopo 18 anni senza un luogo d’incontro, oggi il locale è un punto di ritrovo molto apprezzato.
Questi esempi mostrano non solo la forza e la creatività dei commercianti locali, ma anche quanto queste esperienze possano essere da esempio importante per il futuro dei piccoli paesi di tutto il Friuli e della Carnia in particolare, dove i negozi possono essere servizi essenziali e spazi di socialità.
Fonti
https://www.lavitacattolica.it/
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AGRICOLTURA CREATIVA
In Friuli c’è una mini-giungla tropicale di peperoncini nata da un progetto visionario di un biologo e una sociologa
Dopo anni di viaggi tra Asia e Africa, il biologo Filippo Bortolon e la sociologa Sara Forgiarini hanno trasformato la loro passione per il piccante in B-orto Peppers, una micro-azienda agricola a Gemona del Friuli che coltiva centinaia di varietà di peperoncini. Ne curano circa 3.000 piante, più pomodori e cipolle, puntando non tanto sul frutto fresco quanto sulle trasformazioni: salse fermentate super aromatiche, creme, confetture, sali, sottaceti e persino un kimchi “friul-coreano”.
Oltre a produrre, fanno anche corsi, degustazioni e divulgazione, perché per loro il peperoncino è un mondo pieno di aromi (non solo di “bruciori”). Il loro obiettivo? Far scoprire agli italiani quanto il piccante possa essere vario, creativo e sorprendentemente versatile.
La storia di Filippo e Sara è anche un bello spunto per chi sogna di creare qualcosa di proprio: il loro spirito d’iniziativa dimostra che passione, studio e un po’ di coraggio possono trasformarsi in un progetto reale. Un esempio che potrebbe ispirare molti giovani coltivatori — anche in Carnia — a mettersi in gioco, sperimentare e accettare con determinazione le sfide dell’imprenditorialità agricola.
Fonti
