Alex Unplugged

Prendiamo la parola

E quindi dopo tutte le interviste che ha fatto, questa volta intervistiamo anche Alex così potrà parlarci della sua  passione per la musica, per come è nata e come si sta sviluppando. 

Vuoi raccontare su come è nata l’idea di voler diventare musicista?
Allora, l’idea di poter diventare un  musicista è nata un po’ dalla mia famiglia. Sì, non tutta la famiglia, in particolare da mia nonna che era maestra di musica, ricordo che poi un giorno sono andato al mio primo concerto, di un gruppo che erano i Carnicats! e lì ho “sentito” subito la batteria, e mi sono appassionato immediatamente, poi ho conosciuto il batterista e successivamente ho iniziato a prendere lezioni e da lì mi è nata la passione della musica.
Proprio il mio desiderio di suonare davanti a centinaia di persone. 

Come è stato invece il tuo primo concerto?
Il mio primo concerto l’ho tenuto proprio a Tolmezzo, è stato bellissimo, avevo un po’ di ansia ma non poi così tanta.
Però poi mi sono abituato e adesso se vado sopra a un palco non mi viene la voglia di tornare giù perché ho quella voglia di esibirmi davanti a 100 o 1000 persone, me lo auguro. 

Che emozioni vuoi trasmettere quando ti esibisci?
Allora, quando suono la batteria cerco di trasmettere energia, per prima cosa, comunque emozione forte, adrenalina, potenza, voglia di ballare. 

Cosa ritieni sia più difficile nel fare musica?
La cosa più difficile per essere un buon musicista è proprio saper suonare con tecnica e precisione. Penso… 

Che metodo utilizzi per concentrarti per  scrivere canzoni o suonare senza distrazione?
Ora sto passando dalla batteria al canto, e mi applico anche a scrivere dei brani miei, sto molto tempo ad ascoltare musica e con l’ascolto di diverse canzoni mi vengono idee, oppure durante la notte mi si ferma in mente una cosa e non riesco a dormire e prendo il diario e scrivo le parole.
E poi mi dico, cavolo, aspetta che può venir fuori una nuova canzone e poi tipo vado al computer di notte, sono al computer attivo a mezzanotte e mezzo e scrivo. 

La musica ti aiuta nei momenti difficili?
La musica mi aiuta tanto per affrontare l’ansia, mi aiuta a esprimermi con le parole, esprime qualcosa, mi spinge a raccontare storie anche di cosa mi era successo, anche da piccolo, e proprio  mi permette di dire qualcosa di me, dire qualcosa davanti a un pubblico, di far sapere agli altri di cosa sto parlando. 

Quali sono i generi che preferisci quando scrivi o suoni?
Boh, il mio stile è un genere rap, però non tanto aggressivo, è un rap tipo sciolto, pur sempre rap, però più sul tipo rap piano, rap chill, ecco, è quel genere musicale.
A parte, vabbè, l’ultima canzone che ho scritto proprio ieri, che invece è un mix, è rap, però in fusion con il rock, quindi è più energetico, è l’ultimo pezzo che ho scritto, per dare più grinta, per dire, oh, non farci caso, ormai, come si dice, la pacchia è finita, questo è più rock, più  energetico. 

Volendo trasformare un’emozione in musica, quale sceglieresti?
L’emozione in musica? Allora, la prima emozione che mi verrebbe da esprimere, secondo me, è la felicità. Anche la tristezza, però la tristezza quella la metto, se dovessi fare una scaletta, una top ten delle emozioni, la tristezza la metterei per ultima. Perché è più forte, è più forte delle altre, fa più male, ecco.  Però la prima è la gioia, la felicità perché trasmette quel… Quell’immagine di persone che possono aiutare una persona che è da sola, che loro capiscono cosa sta provando in quel momento e come loro possono aiutarla.
Aiutarla a stare meglio, a darle coraggio, a darle supporto per andare avanti. 

Preferisci canzoni che raccontano storie o canzoni che esprimono emozioni?
Un po’ tutte e due perché, boh, canzoni che esprimono emozioni è giusto sia così, perché se una canzone non esprimesse un’emozione sarebbe devastante.
Comunque le canzoni anche quando raccontano una storia esprimono emozioni quindi capisci subito se una canzone viene letta in maniera triste, quindi esprime questo sentimento o se è energetica. Se vuole dire qualcosa che ha provocato rabbia a chi ha scritto la canzone, se vuole dare uno spunto in più al pubblico, anche raccontando un fatto che è accaduto, e non solo raccontare la sua storia ma metterci dentro anche altre infinite storie.