Donare sangue: un impegno concreto per la comunità

Un gesto semplice di grande valore 

In Carnia la solidarietà è fatta di azioni concrete. La donazione di sangue, grazie all’impegno dell’AFDS – Associazione Friulana Donatori di Sangue e del servizio trasfusionale dell’Ospedale di Tolmezzo, è un gesto semplice ma fondamentale per garantire cure quotidiane e sicurezza alla comunità.

Il simbolo dell’Afds

Donare sangue: un gesto semplice

In Carnia ci si conosce un po’ tutti. Ci si saluta per strada, ci si aiuta quando serve, si partecipa alle iniziative del paese. È un luogo abituato alla solidarietà fatta di gesti silenziosi. Tra questi, uno dei più importanti è ladonazione di sangue.
All’ospedale di Tolmezzo, come in tutte le strutture del Friuli-Venezia Giulia, il sangue è una necessità quotidiana. Non serve solo nelle grandi emergenze o nei casi che finiscono in televisione. Viene utilizzato ogni giorno per interventi chirurgici, per chi affronta cure oncologiche, per pazienti con malattie del sangue, per chi ha avuto un incidente o una complicazione improvvisa. È un bene che non può essere prodotto in un laboratorio: l’unico modo per averlo è donarlo.

In Friuli è operativa l’AFDS – Associazione Friulana Donatori di Sangue, presente anche in Carnia e a Tolmezzo con diverse sezioni locali. L’associazione collabora con le strutture sanitarie del territorio e promuove la donazione durante tutto l’anno. È grazie all’impegno costante di volontari e della generosità di tanti donatori che si riesce a garantire una disponibilità di sangue stabile durante tutto l’anno.
A Tolmezzo, il punto di riferimento è il servizio trasfusionale dell’ospedale, dove si può donare su appuntamento in un ambiente controllato e sicuro, seguiti da personale sanitario qualificato.

Molti, però, ancora esitano. C’è chi teme l’ago, chi pensa di non avere tempo, chi ha dubbi sulla sicurezza. In realtà, la procedura è semplice e dura poco. Prima della donazione viene fatto un colloquio con il medico e vengono controllati alcuni parametri come la pressione e il livello di emoglobina, proprio per garantire che donare sia sicuro sia per chi offre il sangue sia per chi lo riceverà. Tutto il materiale utilizzato è sterile e monouso. Dopo il prelievo, ci si ferma qualche minuto per uno spuntino e poi si può tornare alla propria giornata.
Una singola donazione può aiutare più persone, perché il sangue può essere separato nei suoi componenti principali e utilizzato in base alle necessità. È un dettaglio che spesso non si conosce, ma che fa capire quanto anche un gesto individuale possa avere un valore collettivo

C’è poi un aspetto che riguarda da vicino anche la nostra realtà montana. In territori come la Carnia, dove la popolazione è meno numerosa rispetto ai grandi centri urbani, mantenere una buona disponibilità di sangue è ancora più importante. Nei mesi estivi o durante le festività, le donazioni tendono a calare, mentre il fabbisogno degli ospedali resta costante. Per questo motivo è importante che la donazione diventi un’abitudine regolare, non legata solo alle emergenze.
Donare significa anche compiere un gesto di responsabilità verso la propria comunità. Ognuno di noi, nel corso della vita, potrebbe avere bisogno di una trasfusione. Sapere che dietro a quel gesto ci sono persone del proprio territorio rende tutto ancora più concreto.

C’è poi un aspetto che forse rende questo gesto ancora più significativo. Quando si dona il sangue non si sa a chi arriverà. Non c’è un volto, non c’è un nome, non c’è la possibilità di ricevere un ringraziamento diretto. Ed è proprio questo, secondo noi, uno degli elementi più belli della donazione: si compie qualcosa di importante nei confronti di uno sconosciuto, senza aspettarsi nulla in cambio. Si dona e basta, con la consapevolezza che da qualche parte qualcuno ne avrà bisogno.

Una  testimonianza
Attraverso la testimonianza di Elena, una donatrice della Carnia scopriamo cosa significhi scegliere di donare con costanza e responsabilità.

Quando hai iniziato a donare sangue?
Ho iniziato appena compiuti i 18 anni.

Cosa ti ha spinta a farlo?
Provengo da una famiglia di donatori, quindi per me è stato quasi automatico. Era qualcosa che vedevo fare in casa e che ho sempre considerato normale.

Con quale frequenza donavi?
Di solito una o due volte all’anno. Ho sospeso durante le gravidanze, poi quando ho ripreso ho donato plasma. Da alcuni anni, purtroppo, per un problema di salute sopraggiunto non posso più donare.

Quanto è importante per te questo gesto?
È estremamente importante, perché puoi contribuire a salvare vite. È una cosa concreta, non solo simbolica.

Molti giovani hanno paura dell’ago o dell’ambiente ospedaliero. Cosa ti senti di dire?
Che medici e infermieri sanno mettere a proprio agio le persone. È un ambiente familiare, dove si parla e si scherza senza problemi. Farlo la prima volta con i compagni di scuola o con gli amici può aiutare molto.

Hai mai avuto timore?
No, anche perché avevo già fatto prelievi di sangue. Donare è praticamente la stessa cosa, solo che richiede un po’ più di tempo.

Che consiglio ti senti di dare a chi sta pensando di iniziare?
Consiglierei di farlo senza esitazioni. Oltre alla soddisfazione di fare del bene, non si corre alcun rischio e c’è anche il vantaggio di tenere monitorata la propria salute.

Cosa ti ha lasciato personalmente questa esperienza?
Mi ha fatto sentire in pace con me stessa. Pensare di poter essere utile, magari addirittura indispensabile per qualcuno, non può che far stare bene.

Chi desidera informarsi può rivolgersi direttamente alle sezioni locali dell’AFDS o consultare il sito ufficiale dell’associazione (www.portaledeldono.it),dove sono indicati contatti, sedi e modalità per diventare donatori. Per informazioni sanitarie e dettagli sui servizi trasfusionali è possibile consultare anche il sito dell’Azienda Sanitaria Friuli Centrale https://asufc.sanita.fvg.it/it/servizi/donazione_sangue.html.

La donazione di sangue è uno dei modi più semplici e diretti per dare un aiuto reale agli altri.Un gesto silenzioso, che non cerca applausi, ma che ogni giorno, anche qui in Carnia, permette a qualcuno di continuare a vivere.

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