Adele Cicutti, maestra di sci sul Monte Zoncolan, racconta una passione nata fin da bambina e trasformata in lavoro. Oggi insegna nei weekend, trasmettendo ai suoi allievi non solo le tecniche dello sci, ma anche il rispetto per la montagna.
Nell’intervista sottolinea che non esistono limiti di età per imparare e l’importanza di affidarsi a un maestro. Tra i momenti più significativi ricorda l’emozione del primo giorno in divisa e la soddisfazione di aiutare i bambini a superare le proprie difficoltà.
Adele descrive inoltre un ambiente collaborativo, lontano da competizioni, e riflette su come i social media stiano contribuendo a rendere lo sci più visibile tra i giovani.
Intervista di Angelica Oviedo
Redazione

Oggi abbiamo il piacere di incontrare Adele Cicutti, maestra di sci in Carnia.
Ti faremo qualche domanda riguardo alla tua attività sulle piste. Cosa ti ha ispirato a diventare insegnante di sci?
Ho iniziato a sciare quando ero bambina, piccolissima, ho sempre fatto gare di sci, mi sono sempre allenata, poi ho deciso che la passione che avevo volevo restituirla e trasferirla anche agli altri e quindi ho lavorato per diventare maestra di sci e a vent’anni ce l’ho fatta.
E quindi hai scelto di fare questo lavoro.
Come dicevo prima, avevo tanta passione, mi piaceva tanto l’aria aperta, la montagna, il nostro territorio e quindi volevo trasmettere la mia passione per lo sci e per la montagna alla maggior parte delle persone che avrei potuto, quindi ho deciso di intraprendere questo percorso.
Dove svolgi prevalentemente la tua attività?
Io faccio la maestra di sci con lo Sci Club sul monte Zoncolan, perché durante la settimana lavoro in un altro ambito e quindi mi rimangono soltanto il sabato e la domenica per dedicarmi a questa attività, e quindi lo Zoncolan è il polo principale.
Qual è stata la tua esperienza più bella sulle piste?
Forse il primo giorno da maestra, la prima volta, sì, l’emozione di avere la divisa da maestra addosso, la patacca e che ti riconoscano come una maestra di sci, sì, quella sicuramente può essere stata l’esperienza più bella.
Si può imparare a sciare bene anche iniziando da adulti o c’è un limite d’età?
No, assolutamente non ci sono limiti nello sci come nella vita e imparare a sciare da adulti. Il mio consiglio è quello di farsi supportare da un maestro, e non lo dico perché sono una maestra, ma perché anche l’ho provato sulla mia pelle a imparare lo snowboard con gli amici e non è stata una bella esperienza… e quindi da bambini è bene avere maestri per un motivo, da adulti per un altro, però non c’è mai un limite, si può imparare a 40, 50, 60 anni, basta avere la voglia e l’impegno, ma come ti ho detto prima questo è uno specchio della vita.

Cosa cerchi di trasmettere ai tuoi allievi riguardo al rispetto per la montagna?
Anche questo argomento è un po’ quello che uno cerca di trasmettere nella vita di tutti i giorni, quindi i valori, il rispetto, la natura, io lavoro tanto con i bambini piccoli e quindi mi viene magari anche più facile perché comunque sono bambini puri, sani che già nel loro piccolo non buttano le cartacce, gli piace andare nel bosco, quindi diciamo che sono un po’ fortunata da questo punto di vista, però cerco sempre di trasmettere quanto è importante rispettare il territorio e insomma rispettare tutto quello che ci circonda.
Esiste una sorta di competizione o collaborazione tra maestri di diverse scuole o tra sciatori e snowboarder?
Non credo esistano più queste cose, nel senso che adesso i giovani hanno uno sprint, chiaramente il mondo va avanti di corsa e le relazioni tra i giovani sono sempre più legate, più di festa e quindi secondo me competizione non ce n’è, anzi c’è collaborazione, lo vedo anche sulle piste tra maestri, benché ci siano due scuole diverse, comunque il saluto, la battuta ci sta sempre, quindi non vedo questa competizione.
Stessa cosa vale tra sciatori e snowboarder, c’è sempre stata questo contrasto: “eh ma tu con lo snowboard ci rovini le piste”, “ah ma tu con lo sci…”, no, personalmente non la vedo così anzi, il mondo è un posto dove possiamo starci tutti con rispetto chiaramente perché sciatori, snowboarder, chiunque deve rispettare le regole delle piste e si andrà tutti d’amore e d’accordo sicuramente.
C’è stato un allievo che ti ha sorpresa superando limiti fisici o mentali che sembrano insomortabili?
Personalmente sono sempre stata fortunata con i miei allievi, che sono sempre stati bambini, quasi sempre bambini, che sono meno rigidi degli adulti, sono un po’ più spericolati quindi non ho trovato grandi difficoltà a livello di capacità.
A livello emotivo invece, “mentale” magari tra virgolette, perché comunque i bambini sono ancora piccoli, insomma un bambino lo ricordo, un paio d’anni fa c’era un bambino che piangeva ad ogni lezione, ad ogni inizio lezione lui esprimeva, neanche direi sofferenza ma proprio tristezza, poi però la soddisfazione più grande è stata quella di vederlo arrivare con il sorriso ad un certo punto e non vederlo più piangere e essere felice, ci sono volute alcune lezioni, e anche il coinvolgimento da parte del maestro, di me in quel caso perché ero io la sua maestra, però il fatto di accudirlo un po’ di più, coccolarlo e dargli qualche attenzione in più, qualche pacca sulla spalla in più, sicuramente lo ha aiutato e quando poi veniva a sciare con piacere e non più con le lacrime agli occhi è stata una bella soddisfazione.
Qual è la pista più difficile che hai mai fatto e cosa l’ha resa tale?
Piste difficili non me ne ricordo, forse quando ero bambina potevo vedere le piste come una difficoltà, poi dopo tanti anni di sci non ci sono piste difficili.
Più che una pista difficile, è stata difficile farla in una specifica occasione quella pista, anche se la conoscevo benissimo perché ci ho sciato sopra milioni e milioni di volte, è stata la pista sullo Zoncolan dove ho fatto la selezione per diventare maestra di sci, quindi quella discesa è stata forse la discesa più difficile, l’ho affrontata come la discesa più difficile di tutta la mia vita scistica, parlando a livello tecnico era una pista facile per me sotto qualsiasi aspetto, ma proprio in quel contesto, il fatto di essere sotto esame è stata molto difficile! Però ci sono riuscita.

Qual è la cosa più divertente o assurda che ti è capitato durante una lezione con gli allievi?
È stata divertente sicuramente per i miei allievi, perché qualche anno fa appunto questi bambini che mi seguono come i pulcini seguono la mamma chioccia, ad un certo punto mi sono girata, perché chiaramente il maestro di sci ha una responsabilità che è partire con n. bambini e riportare a casa n. bambini! Quindi non potendo perderli di vista mi sono girata con la coda dell’occhio a contare se ci fossero tutti, in quel momento non me l’aspettavo lo sci mi ha preso la lamina, come si dice in gergo tecnico, mi ha preso la lamina mi ha tirata giù come un sacco di patate e io ho preso una botta assurda, sono caduta davanti a tutti i miei bambini che poi poi quando mi sono rialzata ridevano come matti! Io un po’ meno perché mi sono fatta veramente male alla spalla e alla testa. Da quel giorno ho messo sempre il casco perché ho preso una bella botta anche alla testa, nonostante stessi andando veramente pianissimo, con questi bambini che andavamo piano piano, è stato divertente per loro…
Se dovessi dare qualche consiglio a un ragazzo che vuole iniziare a sciare oggi quali sarebbero?
Beh sicuramente, come dicevo prima, di affidarsi a un maestro, perché sarà sicuramente più facile iniziare e meno pericoloso. Perché comunque il maestro ti dà insomma quelle dritte che servono per rendere tutto più facile, quindi nulla è impossibile basta avere voglia e affidarsi ad un maestro.
Secondo te come sta cambiando il mondo dello sci per le nuove generazioni da social media e nuove tecnologie?
Mi prendi un po’ alla sprovvista perché io non sono tanto tecnologica, però sicuramente aumenta la visibilità che lo sci, e comunque in generale lo sport, tramite questi canali social video può avere. Poi voi ragazzi siete bravissimi e questo aiuta sicuramente il movimento a crescere, ai ragazzi magari a voler provare e quindi sicuramente dà più visibilità e più possibilità allo sport di essere praticato.
Siamo arrivati all’ultima domanda: se non avessi fatto la maestra di sci che cosa ti sarebbe piaciuto fare anche di totalmente diverso?
Questa è una domanda un po’ difficile perché io a quasi 38 anni sinceramente non so ancora cosa vorrei fare nella vita, o meglio ho fatto tantissime cose ho fatto tanti lavori, la maestra di sci ho scelto di farla proprio perché avevo una passione grande, ed è veramente una cosa che sono sicura di aver fatto proprio perché lo volevo fortemente. Non so cosa avrei potuto fare se non fossi diventata maestra di sci, sinceramente non ci ho mai pensato, ma proprio perché non so cosa mi potrebbe piacere quanto mi è piaciuto fare la maestra di sci e mi piace farlo tuttora, non ho oggi un obiettivo importante e come quello che avevo di diventare maestra. Però ho tempo di scoprirlo, prima o poi lo scoprirò e poi ve lo torno a raccontare…
Ringraziamo Adele per la disponibilità.
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